Richiesta di Made in Italy e propensione alla partnership: ecco il futuro per le PMI italiane in Russia

La Master Class di GC&P “Doing business in Russia” insegna gli strumenti per il successo.

MASTER CLASS GC&P: “DOING BUSINESS IN RUSSIA”
Lunedì 21 ottobre 2013; ore 17.00 – 20.00
Fondazione La Fornace dell’Innovazione, Via Strada Muson, 2/C, Asolo (TV)

Riprendono le Master Class di GC&P, iniziativa dello studio di consulenza aziendale di Asolo per diffondere la cultura manageriale tra le PMI, in particolare in materia di organizzazione interna e internazionalizzazione.

Lunedì 21 ottobre si farà il punto sulla Russia: dalle ore 17.00 alle ore 20.00, presso la Fondazione La Fornace dell’Innovazione, in Via Strada Muson, 2/C ad Asolo (TV), Igor Stavitskiy e Mirco Cervi, consulenti del network internazionale di GC&P esperti di Russia e Paesi dell’Est Europa offriranno spunti teorici e pratici ai manager e agli imprenditori che interverranno per conoscere le opportunità che il mercato russo riserva alle aziende italiane, e quali sono le strategie da adottare per entrare efficacemente in quel grande contesto. La partecipazione alla Master Class prevede una quota di €100 + iva.

«Il nostro obiettivo – afferma Alberto Canepari, socio fondatore di GC&P – è dotare le PMI del Nordest delle competenze necessarie per competere, con successo, nell’attuale contesto economico globale. Stiamo dando vita ad un presidio GC&P in Russia; da lì potremo offrire un supporto diretto alle aziende italiane che iniziano a fare business nel Paese, ma anche mettere a disposizione delle imprese russe le nostre competenze, in un certo senso esportando l’eccellenza italiana nella gestione di impresa.»

Igor Stavitskiy è il referente per GC&P per la Russia. Darà una panoramica generale del Paese, esaminandone gli aspetti culturale, sociale e storico, il contesto economico, i settori di mercato più interessanti, i dettagli legali e fiscali del business, la gestione delle risorse umane, fornendo così una sorta di guida pratica del fare affari in Russia. Il Veneto è il terzo esportatore verso la Russia, dopo Lombardia e Emilia Romagna. Il suo export di qualità (BBF bello e ben fatto) incide per un 20% sull’export veneto totale, con una prevalenza per i settori abbigliamento (6,1%), alimentare (5,6%), arredamento (4,9%). Il prodotto BBF veneto rappresenta il 3,8% delle importazioni BBF della Russia.

«Oggi la Russia, con una popolazione di oltre 143 milioni di persone, più di un terzo dell’intera UE – spiega  Stavitskiy – si avvale di 20 anni di sviluppo tecnologico e di una migliore organizzazione interna. È forte l’attrattiva per i prodotti europei, ed italiani in particolare, nei settori dove si punta sulla qualità (lusso, moda, arredo, alimentazione). Il mercato richiede moltissimo il Made in Italy, e nel tempo è diventato molto esigente. Ciò che si cerca è il “vero” Made in Italy, non solo il marchio italiano, ma un prodotto interamente ideato e realizzato in Italia. Fornitori da altri paesi sono considerati di qualità inferiore.»

Economia che ha iniziato un processo di sviluppo da alcuni decenni, la Russia non è più solo terreno per un’espansione commerciale delle aziende straniere, ma presenta un’interessante propensione allo sviluppo di business, in forma di joint-ventures e di partnership. Se, da una parte, la direzione governativa è di incentivo alla produzione nazionale, dall’altra la ricerca di qualità e di tecnologia si rivolge sempre all’Europa. Questi sono i presupposti per uno sviluppo internazionale di business, anche per le imprese italiane.

La Master Class prevede inoltre un approfondimento sul marketing digitale, strumento fondamentale per l’internazionalizzazione, che sarà tenuto da Mirco Cervi. «La Russia rappresenta un contesto sui generis, per quanto riguarda l’ambiente web. – afferma Cervi – A fronte di una diffusione crescente di tutti gli strumenti digitali (da internet all’home banking agli acquisti online) e con 50,1 milioni di utenti Internet e il 94% di città sotto i 100.000 abitanti con accesso al web (dati in costante crescita), non sono dominanti né Google né Facebook, veri pilastri del mktg digitale in Occidente. Vi sono delle complessità, tecniche e strumenti specifici che è bene conoscere per avviare una promozione digitale verso questi Paesi.»

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