Morello (APM): “Sulla mediazione intervenga il Ministero con una campagna conoscitiva a tappeto.”

“La pronuncia della Consulta relativa alla mediazione mi stimola, per diversi motivi” afferma Lorenza Morello, Giurista, Presidente nazionale di Avvocati per la Mediazione, (già parte vittoriosa al TAR Lazio nello stesso procedimento) a seguito della comunicazione con cui la Consulta il 24 ottobre scorso ha comunicato l’accoglimento dell’eccesso di delega relativamente all’obbligatorietà della mediazione, di cui abbiamo dato notizia nel Blog in data 29.10.12.

“In primis non posso non restare esterrefatta nel constatare che un organo autorevole e fondamentale come la Corte Costituzionale affidi ad un comunicato stampa di quattro righe scarne una comunicazione tanto importante come quella relativa alla sorte della mediazione. Non credo sia stata una scelta opportuna, in quanto il comunicato di per sé non ha alcun valore giuridico e ha avuto il solo effetto di scatenare un gran rumore nell’ambiente e della mediazione e dell’avvocatura, senza che si conoscano ancora le motivazioni della sentenza e, pertanto, senza che si possa ancora conoscere appieno la portata della decisione. Ciò detto, su tutti i punti sottoposti all’attenzione del Giudice delle leggi parrebbe essere stato bocciato il profilo legato all’obbligatorietà, senza però  toccare nessuno degli altri aspetti che reggono l’istituto sottoposti al vaglio della Corte.
In secundis, essendo venuta meno l’obbligatorietà oggi si apre un ciclo nuovo”
 afferma Morello “uno stimolo per dimostrare a tutti quanto la mediazione sia “Lo strumento” per lo snellimento della giustizia, che é un punto cardine della nostra economia e della nostra società.
Fondamentale diventa a questo punto il ruolo delle istituzioni – e mi rivolgo su tutti al Ministro Severino – per far sì che l’istituto venga conosciuto da tutti, in quanto la vera e sola pecca è che non sia ancora stata fatta una campagna di divulgazione seria di una forma stragiudiziale che sta dando, e darà sempre più, ottimi risultati .”

Conclude Morello: “L’obbligatorietà, che per un anno abbiamo avuto in vigore nel Paese non ha sortito grandi effetti a causa del l’ostruzionismo dell’avvocatura e questo sta a significare che da sola non basta e che la vera chiave di volta è nelle mani delle istituzioni, ed in particolare del Ministero della Giustizia, che devono adoperarsi per far si che la popolazione venga a conoscenza di questo importante strumento che é la mediazione, che può dare risultati economici -dal punto di vista di economia di tempo e di risorse- tanto per i cittadini, che possono concludere le proprie controversie in tempi certi e con costi contenuti (si parla di 4 mesi per una mediazione a fronte di 10 anni per una sentenza) e per il Paese, che perde ogni anno un punto di PIL per il costo dell’arretrato della giustizia, e perde gli investitori Esteri (vedasi il caso Tata) perché non abbiamo un sistema di risoluzione delle controversie adeguato alle esigenze delle grandi imprese. Ecco perché ritengo l’intervento delle istituzioni un atto dovuto”.